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  • MAURIZIO BERNARDO, STUDIARE AFFINAMENTO RIFORMA

    Roma, 20 apr. (Adnkronos) - ''L'impianto generale della riforma del lavoro parrebbe concentrarsi sul miglioramento delle forme contrattuali, in particolare sul rafforzamento dell'apprendistato che ad oggi costituisce il principale modus di ingresso nell'universo occupazionale e che dovrebbe risultare propedeutico alla successiva stabilizzazione del rapporto lavorativo''. Lo dice Maurizio Bernardo del Pdl.

    ''In tale ottica non possiamo prescindere dalle indicazioni provenienti dall'Europa che vorrebbero una maggior flessibilita' nel mondo del lavoro, permettendo cosi' ai lavoratori di muoversi

    all'interno di un mercato che offra sufficienti garanzie e prospettive, ma al tempo stesso riconoscendo alle imprese la

    possibilita' di una piu' fluida gestione dei propri dipendenti: cio' rappresenta il miglior acceleratore verso il successo e la

    competitivita' delle imprese stesse nell'era della globalizzazione.

    Contrastare la flessibilita' malata e' certamente un obiettivo

    meritevole, purche' non vi sia un irrigidimento nei confronti delle

    nuove assunzioni'', spiega.

    ''Pertanto, al fine di consegnare al mondo imprenditoriale e ai

    lavoratori efficaci e moderni strumenti che consentano di raggiungere gli scopi citati, proponiamo di studiare interventi di affinamento alla riforma, con particolare riferimento ai contratti a termine, ai contratti di lavoro autonomo e alla flessibilita' in uscita. Infatti, in un momento come quello attuale, nel quale le imprese affrontano enormi difficolta' nell'accesso al credito, limitarne anche la capacita' di procedere a nuove assunzioni, prefigurando addirittura un percorso e uno sbocco obbligato, non sembra intercettare le esigenze contingenti, ne' le indicazioni europee'', conclude.

     

  • BERNARDO, SU IMU PDL HA INDICATO STRADA CORRETTA

    Roma, 19 apr. - "La rateizzazione prima e l'impegno del

    governo a individuare altrove le risorse per rendere l'Imu

    sulla prima casa come un tributo una tantum da applicare solo per l'anno 2012 e' frutto di una forte volonta' politica sostenuta da Angelino Alfano e da tutto il Pdl e che vale la pena sottolineare. Non puo' funzionare il 'sistema Casini' del si' acritico a ogni iniziativa del governo Monti". Lo dichiara Maurizio Bernardo, capogruppo Pdl in commissione Finanze della Camera dei deputati. "In queste settimane - prosegue - abbiamo portato avanti un ragionamento: l'Imu colpisce soprattutto un ceto gia' troppo tassato, composto da famiglie a volte monoreddito, a volte parliamo di pensionati. Si muove, come ho scritto nell'ordine del giorno presentato e accolto,nell'ambito di un bene primario incidendo due volte sul frutto del lavoro e del risparmio in netta violazione del principio costituzionale di cui all'articolo 53. Ragionando su questo - conclude - abbiamo convinto il governo a cercare per il 2013 altre strade, per evitare di colpire i soliti noti. Mi sembra la dimostrazione che dialogando e' ancora possibile per la politica fare cose utili per i cittadini". (AGI)

     

  • Governo. Cicchitto:Ok ultimatum Monti,Bersani vuole voto ottobre

    Roma, 27 mar. (TMNews) - "Al di la'di questioni che ci hanno lasciato perplessi nel corso di questi mesi, tuttavia Monti non ha tutti i torti quando dice che non ha intenzione di farsi cuocere a fuoco lento. Ma e' il Pd che ha la responsabilita' principale di questa situazione. Infatti e'sempre più' evidente che Bersani vuole votare a Ottobre con questa legge elettorale ritenendo di avere con essa la vittoria in tasca: una legge elettorale giudicata pessima nelle dichiarazioni pubbliche,ma ottima sia per conquistare il potere, sia ai fini interni del Pd". Lo ha denunciato, in una dichiarazione, il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto. "A questo punto, comunque, il Pdl,l'Udc e la Lega - ha esortato- devono aprire una seria riflessione perche' non possono consegnare per tatticismo o per i loro contrasti il governo del Paese alla sinistra, cioe'alla alleanza di Vasto fra il Pd,l'Idv e la Sel,cioe'al massimalismo sociale e al giustizialismo politico".

     

  • LAVORO. CAZZOLA: LA RIFORMA FORNERO? COSI' NON PASSERA' MAI

    (DIRE) Roma, 27 mar. - "Trovo che ci sia ben poco che vada, c'e' proprio uno squilibrio totale". Cosi' Giuliano Cazzola, deputato Pdl ed ex sindacalista Cgil, fa il punto sulla riforma del lavoro con l'agenzia Dire (integrale su www.dire.it). Onorevole quali sono le cose che non vanno in questa riforma? "A fronte di modeste aperture sull'articolo 18, c'e' veramente pochissimo per quanto riguarda la flessibilita' in entrata e sugli ammortizzatori sociali. Io non ne faccio una questione ideologica, sia chiaro, ma intervenire cosi', con un machete istituzionale, beh, piu' che aiutare creera' un danno all'occupazione. Ripeto, siamo di fronte ad un fortissimo squilibrio". Monti pero' ha messo dei paletti, crede che la riforma non riuscira' a passare cosi' com'e' alla Camera? "Direi proprio di no. E' chiaro che i partiti utilizzeranno tutti i margini possibili per modificarla. E poi, bisogna anche essere obiettivi: la coalizione di maggioranza si tiene in piedi anche con la compagine del Pd e i Democratici come fanno a far passare il testo intatto? Chiederanno sicuramente delle modifiche".

     

20
Aprile
2012

19 aprile 2012 Dichiarazione di voto di fiducia al Governo Monti di Maurizio Bernardo

Signor Presidente, signori membri del Governo, il decreto-legge sulla semplificazione fiscale è un provvedimento particolarmente importante che si pone in linea, almeno teoricamente, con una impostazione economica autenticamente liberale e che si inquadra nell'ambito dei vari provvedimenti varati dal Governo Monti per risanare i conti pubblici e avviare la ripresa economica e produttiva.

Va però sottolineato che, a tale riguardo, l'obiettivo del risanamento della finanza pubblica è stato perseguito, finora, dal Governo tecnico soprattutto con inasprimenti fiscali e, molto meno, con tagli di spesa.

L'unica vera riduzione di spesa strutturale è stata la riforma del sistema pensionistico; tutto questo ha determinato un aumento della pressione fiscale, peraltro già elevata, il che rappresenta un obiettivo ostacolo per la ripresa economica e dell'occupazione.

Appare necessario correggere la rotta perché una pressione fiscale troppo elevata non può che essere un freno agli investimenti e allo sviluppo.

L'azione del Governo deve essere, quindi, indirizzata maggiormente sul versante del taglio della spesa pubblica, ovviamente di quella improduttiva, sia a livello centrale, che regionale, che locale.

Rispetto all'obiettivo delle semplificazioni fiscali, premettendo che questa è una condizione imprescindibile per rendere più vicino agli standard europei il funzionamento del sistema Italia e migliorare la qualità della vita dei cittadini, appare necessario, però, porsi due domande: quelle a cui punta il Governo sono contenute, tutte, in questo decreto-legge e in quello appena tramutato in legge sulle semplificazioni burocratiche? I vari provvedimenti che il Governo sta mettendo in campo, rispondono ad un vero e proprio progetto per il rilancio del Paese?

Sono questi due interrogativi necessari, alla luce della consapevolezza che le semplificazioni, così come il taglio delle spese improduttive, devono essere provvedimenti strutturali, finalizzati a recuperare lo spazio finanziario necessario per ridurre - e sottolineo per ridurre - il carico fiscale sui cittadini e sulle imprese. Questo al fine di riavviare la domanda interna e soprattutto di rendere più competitive le nostre imprese sui mercati mondiali.

Si tenga presente che nel 2012 la pressione fiscale toccherà il livello record del 45 per cento e, secondo alcuni, questo limite verrà anche superato. Siamo di fronte a uno degli indici più alti d'Europa che, oltretutto, rappresenta, davvero, un record nel nostro Paese.

A ciò si aggiunge il fatto che i salari dei lavoratori italiani sono tra i più bassi d'Europa. Evidentemente, come detto, queste condizioni non possono, certamente, essere la base su cui fondare la necessaria ripresa.

Va ricordato, poi, che le misure adottate fino ad ora dal Governo tecnico si sono riverberate, in particolare, sul ceto medio della popolazione italiana, su tutta quella fascia di cittadini, lavoratori dipendenti, pubblici e privati che vive del proprio stipendio.

Così come particolarmente colpite risultano essere le piccole e medie imprese, messe di fronte a una crisi drammatica di credito, a continui ritardi nei pagamenti da parte dalle pubbliche amministrazioni e sottoposte, anch'esse, ad un carico fiscale difficilmente sopportabile. Un settore, quello a cui mi riferisco delle piccole e medie imprese, gravato, poi, da carichi burocratici troppo spesso pesanti, per cui diventa difficile, in Italia, non solo aprire una attività, ma anche mantenerla aperta.

Secondo i dati diffusi dalla CGIA di Mestre, se nel 2004 le aziende che non superavano i cinque anni di apertura erano il 45,4 per cento del totale, cinque anni dopo la percentuale sale al 49,6 per cento. Sempre la CGIA di Mestre rileva che il 58 per cento dei nuovi posti di lavoro è creato dalle imprese con meno di dieci addetti e che, come risulta dai dati ISTAT, il 60 per cento dei giovani italiani neoassunti nel 2011, è stato assorbito da micro imprese con meno di quindici addetti.

Di fronte a questo scenario, e alla luce del fatto che dopo questi diversi provvedimenti adottati dal Governo il debito pubblico non sta calando, ritorna il secondo degli interrogativi posti: qual è il progetto per il Paese che si vuole perseguire? È sufficiente il rigore? È stato ben calibrato e distribuito?

Alla luce di queste considerazioni e di questa consapevolezza, come Popolo della Libertà, siamo intervenuti in materia di IMU, con la consapevolezza che la sua rateizzazione può rappresentare un alleggerimento per molte famiglie italiane, con la convinzione che questa imposta resti culturalmente iniqua, e che superata la fase acuta della crisi si debba fare in modo che venga definitivamente eliminata.

Restiamo convinti, infatti, che la prima casa non può rappresentare una fonte di reddito, perché rappresenta il luogo primario dove si svolge la vita familiare, il luogo degli affetti, della vita più cara e più intima di ognuno di noi.

Siamo, quindi, di fronte ad un provvedimento complesso, assai articolato, ma non sufficiente per rispondere al primo degli interrogativi posti, perché rappresenta solo un elemento di contorno rispetto a quella che è, o meglio dovrebbe essere, la politica in campo fiscale di questo Governo.

Lo sosteniamo perché è certamente utile allentare la morsa sui contribuenti, consentendo loro un maggiore respiro, soprattutto attraverso maggiori possibilità di rateizzazione dei debiti fiscali e limitando i poteri di pignoramento degli immobili da parte dell'amministrazione finanziaria.

Ma quello che è necessario è una più drastica semplificazione dell'insieme delle imposte che gravano su cittadini ed imprese, i quali non devono essere chiamati ad affrontare nel corso dell'anno troppi adempimenti di natura fiscale e parafiscale, questo sia per non essere vessati inutilmente come cittadini e come imprese con adempimenti che rappresentano, obiettivamente, costi aggiuntivi, sia per rendere chiaramente intelligibile ai contribuenti qual è la vera pressione che grava su di loro.

Sappiamo responsabilmente che ridurre la pressione fiscale oggi non pare realisticamente possibile, ma è necessario intervenire sulla spesa pubblica diminuendola, anche per evitare il rischio di un suo ulteriore aumento, che sarebbe, per i cittadini italiani, davvero insopportabile.

Sosteniamo, quindi, - e mi avvio alla conclusione - il decreto fiscale votando la fiducia, perché contribuisce a completare gli interventi necessari a fronteggiare il quadro emergenziale, ma restiamo convinti che sia giunto il momento di pensare a formulare proposte articolate e condivise - e sottolineo condivise - che vadano nella direzione della crescita e dello sviluppo.

 

27
Marzo
2012

PDL,BUONA RIFORMA O NO RIFORMA, NO TIRARE A CAMPARE

ALFANO A MILANO LANCIA MANIFESTO DEL PARTITO SUL LAVORO

di bianca maria manfredi

(ANSA) - MILANO, 26 MAR - Meglio nessuna riforma che una cattiva riforma: Angelino Alfano alza la voce alla conferenza nazionale del Pdl organizzata a Milano per presentare il manifesto del partito sul lavoro dove come un mantra gli esponenti del Popolo della liberta' ripetono no a un accordo al ribasso.

E' l'ex ministro Maurizio Sacconi a spiegare che Monti dovrebbe chiamare la maggioranza che lo sostiene per arrivare un accordo preliminare sul disegno di legge ed evitare un ''vietnam parlamentare'' con una guerriglia di emendamenti nella discussione sul testo, altrimenti si mette una pezza (''un tacon'' dice in veneto) che e' peggio del buco.

 

08
Febbraio
2012

Intervento in Aula sulla Mozione "Tobin-tax"

di Maurizio Bernardo

Signor Presidente, sottosegretario Vieri Ceriani, gli argomenti e il tema di oggi certamente rappresentano un momento delicato non solo per il nostro Paese ma in uno scenario certamente più ampio anche perché, se si osserva nel dovuto modo quanto è capitato da quella crisi finanziaria e dei mercati fino poi alla crisi reale, che ha toccato le famiglie e le imprese anche italiane, dovrebbe essere condotta un'analisi attenta, rispetto alle misure che abbiamo inteso intraprendere nel corso degli anni precedenti, rispetto a quello che abbiamo deciso di fare con il sostegno all'attuale Governo, da parte delle forze politiche e in particolar modo di quanto rappresenta il Popolo della Libertà, e rispetto anche ad una continuità che io credo non vada mai dimenticata rispetto a quelle azioni di politica economica internazionale su cui e per cui l'Italia ha preso posizioni importanti.

25
Gennaio
2012

INELUDIBILE RIAFFERMARE CENTRALITA' DELLA POLITICA

PROSSIMO CONSIGLIO UE GRANDE OPPORTUNITA'

Roma, 25 grn. (Adnkronos) - ''Il Consiglio europeo del 30 gennaio non sara' un passaggio formale, al contrario rappresenta una grande opportunita', per il nostro futuro. Ritengo fondamentale, al di la' dei singoli aspetti, che si stia lavorando per riaffermare il ruolo centrale della politica, una necessita' questa che reputo ineludibile". Lo afferma Maurizio Bernardo, tesoriere del gruppo parlamentare del Pdl e membro della commissione Finanze della Camera.

"Penso ad esempio alle agenzie di rating. Si tratta di capire dove risiede oggi la sovranita' -aggiunge Bernardo- dove e come vengono prese le decisioni, chi decide. Si puo' accettare che sulla vita quotidiana di milioni di cittadini incidano di piu' le decisioni di societa' private o quelle di singoli agenti di borsa, piuttosto che quelle delle istituzioni democraticamente elette e dei loro rappresentanti? E' possibile accettare che la sovranita' popolare sia messa in discussione, marginalizzata, dai meccanismi che regolano i mercati?".

"Riflettere sull'Europa e rilanciarne il ruolo significa anche questo, significa riflettere sulla necessita' che vengano individuati i centri decisionali di potere, i ''luoghi'' deputati alle decisioni e che questi siano legittimante espressione della sovranita' popolare. Questo e' un passaggio obbligato per fronteggiare la crisi. In questo quadro la richiesta del governo di poter contare sul pieno appoggio del parlamento in previsione del consiglio europeo -conclude Bernardo- e' sicuramente un segnale importante''.